C'è un programma che si chiama Enigma. lo stanno trasmettendo adesso su raitrè mentre scrivo. c'è un programma che si chiama Enigma e fa schifo. funziona come Porta a Porta per dire: scelgono un tema scottante e stanno lì a rimestarlo e rimestarlo ed ancora e poi di nuovo, scavando nello scaboroso, leccando le briciole dell'osceno, ricamando il turpe. ma dico: fate i giornalisti che al pettegolezzo sconcio ci pensano già le portinaie -come si suol dire "senza nulla togliere a" etc etc-
servizi pietosi e interviste ridicole.
ah, e poi eccolo qua il giornalista tuttologo superesperto che ci illumina sul fenomeno del satanismo che, dice l'esperto eh mica chiacchiere, è indotto e persino suscitato dalla musica: rolling stones, beatles, per non parlare del rock poi, ossignur, che dio ce ne scampi!
e via con le statistiche: dice l'esperto tuttologo e bla bla bla che i messaggi subliminali contenuti in alcune canzoni persuadono il 30-40% della popolazione.
come no.
sembra tu sia nato ieri. non per dire "ieri" ma davvero, proprio ieri o l'altro ieri al massimo và. prima non c'eri e dal quel momento ci sei stato. è stato strano. e me lo ricordo che profumavi di rose, ma non per dire, profumavi davvero di rose. era il giorno di san valentino e io pensai che le tue fidanzate non avrebbero potuto dimenticarlo mai. pensavo a cosa avresti detto e a come lo avresti fatto. che conta più la forma della sostanza, assai spesso. se mi saresti somigliato. avevi gli occhi blu come tutti i neonati e mi chiedevo se si sarebbero imbruniti. così poi è stato. ti ricorderai di me come io mi ricordo di te? nemmeno parlavi e già fischiettavi. te lo avevo insegnato io, e sentirti fischiettare adesso una delle mie canzoni di battiato mi fa sorridere come sorride chi ha visto un fiore farsi bambino e poi domani uomo.
-salvatemi dai sentimentalismi-
Scrivo per dire
che non ho le parole. che sono volate, le parole. tutte le lettere assorbite dai vortici del vento. ne vedo sfumare i contorni appena allungo la mano. io, senza nemmeno una parola. senza nemmeno una sola di quelle che contano. sono rimasti i punti e le virgole. lunghe pause di pensieri aggrovigliati. mica mi ci metto a sbrogliarli. oggi no. non ne ho voglia. che restassero così. gratuite. come il resto: gratuito. godo di piccoli momenti e sorrido fra me: mentre mi pettino. sott'acqua con gli occhi aperti. fischiettando una vecchia canzone. ma senza neppure un parola per poterlo dire.
R icamare le strade con la macchina che ha un faro rotto e non ho avuto il tempo -la voglia- di aggiustare e un vecchio cd dei blur che gira. ricorda i tempi che non sono più. ora ne sono di nuovi. e ciò che è nuovo non è necessariamente migliore come invece mi è sempre sembrato naturale credere. ricamare le strade con questa macchina e fermarsi a predere due birre ghiacciate. fa caldo stanotte. fermarsi in un dei miei posti, quelli dove andavo da sola con la macchina, uno di quei parcheggi desolati nel quartiere nuovo all'estrema periferia. profili di gru in lonananza. qualche stella annoiata. non ci ho mai portato nessuno gli ho detto. non che sia un granchè beninteso. non credo che nessuno morirebbe dalla voglia di venirci. avrei voluto sposarti mi ha detto. no. non si dice così ho risposto. mi passi una sigaretta accesa? fa caldo stanotte e ci sono le zanzare. una mi ha punto. beviamo. mozziconi lanciati dal finestrino. ci vieni con me domani al mare? passami a prendere alle dieci. buonanotte eh. ciao, ciao.
c'ho l'angoscia
ma
alla fine -e pure all'inizio-
mica posso permettermi di lamentarmi, eh no.
ben mi sta và
chi è causa del suo mal... bla bla bla
ma non è che sta consapevolezza serva a qualcosa eh
c'ho l'angoscia
e sono solo cazzi miei.
Le cose che MI dici
e le cose che dici
non collimano
non corrispondono
non si sovrappongono
non ti permetterò più di dirmele, la prossima volta
provaci
provaci ti dico
ci sono cose che non si possono spiegare con le parole
io perlomeno non mi ci arrischio
ci sono cose che capisce chi deve
agli altri restano sconosciute, come a te
e tu ti crucci, mi chiedi, insisti
inutilmente
sai che poche cose bruciano più di una delusione?
una delusione umanistica, direi
di quelle "penasavo che fossi" e invece non sei
purtroppo non sei
non sei proprio, sai
non riesco a non ridimensionare
te ne accorgi, e ti duole
protesti, ti arrampici, fai e dici
ma
non sei
non sei
non sei
non puoi farci niente
e nemmeno io.
Mi è tornato in mente un discorso mentre sfumacchiavo alla finestra qualche minuto fa. forse chiamarlo discorso è un pò troppo và. si stava seduti fuori ad un locale di quelli che si riempiono al primo caldo di ciuffi e ciuffi di gente. si beveva vodka liscia e finisco a scambiare due chiacchiere con una donna che conosco di vista da qualche tempo. ha superato la quarantina. non bella ma molto curata. dicono che ai suoi tempi faceva furore. era un pò zoccola in verità. comunque stavo a parlare con questa donna dai modi dolci e le idee new age finchè i cubalibre devono averle dato alla testa. dice che non beve mai, lei. fa male alla pelle, dice. aveva assunto il tono di protettiva complicità che prendono le zitelle con le ragazze giovani. diceva che non dovevo farmi schiacciare dalla bellezza. perchè rovina, la bellezza. parlava di me perchè voleva parlare di se stessa a dire il vero, è che alla fine se è sola è per colpa di questa sua bellezza.
mah. mi ha fatto un tristezza e non ce l'ho fatta a risponderle sul serio. che se conosco donne rovinate è dalla bruttezza perlopiù. piuttosto che il contrario. ma lei evidentemente si consola così, con gli altri e con sè stessa. mi ha messo un pò d'angoscia quella sera, tutta quella mestizia così maldestramente dissimulata. così mascherata dalla piega perfetta e i tacchi troppo alti.
a conclusione l'uomo che mi accompagnava mi ha dopo poco confidato che c'ha avuto una liason -ha detto proprio così- con la donna in questione. una grandiosa pena per l'umanità tutta mi ha avvinta. a volte mi prende come un'illuminazione al contrario la pochezza di ogni cosa la mia la vostra la loro e..ho continuato a bere vodka fino al quarto tambler. ma dev'essere colpa di Celine: il suo "viaggio al termine della notte" credo non mi stia facendo bene per niente!
Bene. basta parlare di barbosità come la politica, l'arte e le menate esistenziali quali vita, morte, amore e bla bla bla. parliamo di cose serie. parliamo di vestiti (!)
poichè sono stata invitata ad un matrimonio che si terrà a metà giugno, di mattina per giunta, lo scopo ultimo della mia vita (!), il chiodo fisso, l'ossessione costante è diventata quella di trovare un vestito adatto. fonti attendibili mi hanno rivelato che presentarsi con un vestitino facilefacile o peggio ancora un bel jeans attillato come era mia intenzione è più eccentrico che mettersi un bell'abito elegante come fanno tutti/e.
Per confondermi tra la massa tirata a lucido come le scarpe di un becchino non mi resta quindi che indossare un abito: elegante senza essere pomposo, ricercato ma non eccentrico, sofisticato ma non artefatto.
ero a roma e approfitto per dedicarmi ad un selvaggio shopping capitolino per le vie del centro. ho macinato chilometri e chilomentri. negozi su negozi. da zara a calvin klein, da miu miu ad accaemme. prada. yves san laurent. o troppo alla moda, o troppo elaborati, o troppo semplici o troppo brutti. la cosa mi ha alquanto innerovosita: quanto è frustrante fare shopping senza comprare NIENTE? tempo assolutamente sprecato.
alla fine per disperazione, pur di trascinarmi dietro una busta ho preso una canottiera da intimissimi. gialla. orribile. non la metterò mai.
voi che siete degli esperti fashionisti (!) consigliatemi. che ci si mette ad un matrimonio quando c'è il sole a picco a cento gradi e tu vorresti stare al mare a lanciarti le palle di sabbia negli occhi e invece ti tocca fare i giochi di equlibrismo sui tacchi a spillo?
Confido in qualche consiglio illuminato e illuminante.
E' un pò disgustoso stare a guardare quattro stronzi imborghesiti gridare alla libertà e all'erba libera e agli ideali di pace&bene in una piazza il giorno del primo maggio
e i ggiovani
i ggiovani che piuttosto che lanciare frutta&verdura assortita lì sul palco contro sindacati che si fanno ormai allegramente e risaputamente i cazzi loro
esultano
mah.
(tasso polemicità rilevato nel sangue su una scala da 1 a 10: 8 e mezzo)